Ceglie Messapica

Alloggi popolari occupati abusivamente, 26 denunce nel Brindisino

giovedì 16 gennaio 2020

Il giro di vite che ha innescato l'amministrazione Rossi ha già portato già a delle denunce. Nel Brindisino sono 26 i soggetti denunciati. Nessuna tolleranza per chi occupa abusivamente alloggi popolari. Mentre Lecce deve ancora passare all'azione, a Brindisi presto saranno sgomberati gli alloggi usurpati a chi ha davvero diritto. «Era il 24 luglio del 2019 quando, per la prima volta, ho reso nota la mia battaglia sul fronte occupazioni abusive degli alloggi popolari nel Leccese. I dati parlavano chiaro: si sono succedute lettere ai sindaci, incontri in Prefettura e interrogazioni ministeriali. Da allora, a timidi e lenti passi, qualcosa si è mosso. Ma nulla a che vedere con la notizia apparsa oggi sui giornali e riguardante la stretta allo stesso fenomeno effettuata nel Brindisino: lì, a stretto giro, si è arrivati già a 26 denunce e al sequestro degli immobili occupati senza titolo alcuno. Siamo distanti anni luce, in termini di efficacia dei provvedimenti, da quanto accade a poco più di trenta chilometri da Lecce». È il duro intervento di Leonardo Donno, portavoce alla Camera dei deputati del Movimento 5 Stelle.

«Sono trascorsi sei mesi dalla divulgazione dei dati inerenti le occupazioni abusive e le pratiche di decadenza al palo nel Leccese -incalza- eppure scarseggiano i riscontri sulla stretta al fenomeno alla quale il sottoscritto ha chiamato a contribuire tutte le istituzioni coinvolte. Ci sono sindaci che non hanno mai risposto alla missiva nella quale esortavo al ripristino della Legalità. Altri, ad onor del vero, hanno dato seguito a quanto andava fatto. Quello che del resto si chiedeva -rimarca Donno- è il rispetto dei diritti delle persone da anni in graduatoria, in attesa di un alloggio che per Legge gli spetta. Nessuno ha chiesto di “buttare in strada” povera gente, nessuno. Ma di applicare i giusti criteri di assegnazione, questo sì. Soprattutto a fronte delle tante, tantissime, famiglie che nel tempo hanno perso l’idoneità a poter fruire di un alloggio popolare, risultando oggi capaci di sostenere la spesa di un regolare affitto. Senza dimenticare poi -incalza Donno- tutti coloro che hanno trasformato le abitazioni ArcaSud in depositi di mobilia o, peggio ancora, case-vacanza di soggetti già noti alle Forze dell’ordine e sicuri che la Legge non valga per tutti. La domanda, alla luce di tutto questo, è una sola -conclude il deputato- manca la possibilità o la volontà di ripristinare la giustizia su questo fronte?».

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